Panorama del paese Palazzo MARINI Vettore e valle del Tronto Chiesa S.S.Addolorata Chiesa S,Franceso Panorama da Viale delle Rimenbranze Via Salvator Tommasi Campanile della Chiesa S.S.Addolorata Veduta da Capolaterra

Associazione Pro Loco Accumoli (RI)

Poesia per Accumoli

Mura antiche
spesse e fortificate
mura di silenzi
lunghi come secoli
che scorrono ignari
sulla pietra corrosa.
L’arenaria
padrona indiscussa
di ogni palazzo
regala alla terra la sabbia del suo passato.

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SALVATOR TOMMASI

  • Salvatore Tommasi Nasce a Roccaraso (AQ) il 26 agosto del 1813 da Maria Marini e Benedetto Tommasi appena trasferito li perch� liberale ma torna presto in Accumoli terra dei suoi avi dove rimane fino all’adolescenza. Studente ginnasiale in Ascoli Piceno partecipa ai tumulti giovanili destati nelle Marche e nelle Romagne dai moti del 1831. Frequenta il Liceo Universitario all’Aquila e nel 1834 segue a Napoli i corsi di medicina di Vincenzo Lanza. Conseguita la laurea tenta il concorso alla cattedra ma non viene scelto per il suo nome e la militanza liberale. Tuttavia nel 1844 sar� assunto in virt� delle grandi capacit� mediche dimostrate e divulgate anche attraverso il giornale scientifico da lui fondato “Il Sarcone�. Nel 1848 fu deputato del Collegio di Cittaducale alla Camera di Napoli fino alla successiva repressione dei Borboni da lui denunciata. Arrestato per questo nel novembre del 1850, subisce cinque mesi di dura prigionia fino all’aprile del 1851. Successivamente, la perdita di moglie e figli unita alle continue persecuzioni da parte della polizia lo inducono all’esilio a Torino dove giunge nel 1852. Si dedica alla libera professione e istituisce la Societ� Biologica di cui fu pi� volte Presidente. Gira l’Europa soggiornando a Parigi e Londra. Nel 1859 viene nominato dal re professore della Clinica Medica all’Universit� di Pavia. Dopo la presa di Palermo da parte di Garibaldi, Cavour intende inviare a Napoli, in concorrenza con repubblicani e mazziniani molto attivi nella capitale, fuoriusciti napoletani residenti a Torino e fedeli alla corona cos�, il 4 agosto, Tommasi riceve il passaporto sabaudo con il quale potr� muoversi liberamente all’interno del regno ed il 9 parte alla volta di Napoli recando missive di Cavour per il marchese Villamaria, diplomatico ufficiale piemontese, e per l’ammiraglio Persano. Giunto a Napoli, Tommasi inizia una campagna politica pro Savoia per favorire l’annessione del regno a favore di Vittorio Emanuele passando per una rivoluzione di popolo senza spargimento di sangue. Quando Garibaldi giunge alle porte di Napoli, Tommasi fa parte di una delegazione che lo raggiunge ad Auletta presso Salerno per esporgli le ragioni monarchiche. Garibaldi risponde che si atterr� alla volont� del popolo ed entra in Napoli dove i repubblicani la fanno da padrone. Vittorio Emauele, temendo la reazione delle grandi potenze, passa all’azione e occupa i territori dello stato pontificio fermandosi sul Tronto a confine con gli Abruzzi. Tommasi comprende il momento delicato della causa monarchica che, coincidendo con quella di Cavour e di Garibaldi, era rivolta ad una Italia sola ed unita, e subito, avvalendosi del nome, della personalit�, della fiducia e del prestigio che ampiamente riscuoteva nella sua regione, per i noti e meritevoli trascorsi di patriota e di studioso, si muove rapidamente ed instancabilmente a promuovere e raccogliere consensi dall’Adriatico al Gran Sasso, dal Volturno al Tronto. Alla fine del mese � ad Accumoli dove riceve tramite il sindaco Cannella la nomina a rappresentante della Provincia dell’Aquila nella Delegazione Abruzzese incaricata di portare i voti di annessione dei Comuni abruzzesi a Vittorio Emanuele. Il 7 ottobre Cavour riceve questo telegramma da parte di Farini: “Prof. Tommasi rec� stamane al re oltre 150 indirizzi degli Abruzzi e della Terra del Lavoro che chiedono l’immediata annessione di quelle Provincie�. Cos�, Salvatore Tommasi che come compenso per la sua attivit� chiede al re di “Fondare uno spedale� , consente al re sabaudo di entrare in Abruzzo, nel Napoletano e nella storia come liberatore di un popolo anelante alla libert� e non come il rude conquistatore del regno pi� vasto d’Italia. Nel 1861 viene eletto deputato alla Prima Camera italiana e successivamente nel 1865 viene nominato Senatore del regno e ritorna a Napoli a dirigere l’Ospedale da lui voluto ed inaugurato nel 1863. Dal 1866 riprende l’insegnamento e gli studi fino a quando il 13 luglio del 1888 si spegne all’et� di 75 anni. Da un punto di vista scientifico Tommasi pu� essere considerato il fondatore di una nuova scuola medica. Il grido di protesta da lui innalzato in Torino nel 1858 ‘Io non sono Ippocratico�, fu il grido della ribellione scientifica da lui iniziata, e compiuta nella formula che chiudeva nel 1867 la sua conferenza sul Darvinismo: evoluzione o miracolo. Questi due motti, che rimarranno memorabili nella storia della scienza, compendiano l’opera meravigliosa di Salvatore Tommasi. La filosofia di Hegel ripugnava alle tradizioni della scuola filosofica italiana, e come a quella si veniva opponendo il naturalismo matematico, cos� il Tommasi alla scuola medica empirica, che separava la malattia dall’organismo, contrappose la scuola sperimentale che � studio dell’equazione e della reciprocit� delle funzioni che tendono al centro. Il pensiero profondo e geniale egli appales� nelle lettere sul Salasso, svolse nell� Opera sulla Fisiologia, e nelle sue lezioni sulla Terapeutica Generale, illustr� sulla cattedra con la parola artistica, elevata, inebriante dell’uomo dall’ingegno vastissimo e tale da destare profonda ammirazione. Il Tommasi, che nella lunga vita intese combattere il passato e creare un indirizzo nuovo, positivo, poggiante sull’esperimento e le prove e riprove, che studi� e stabil� le relazioni tra la Fisiologia e la Patologia, e tra l’Anatomia Patologica e la Clinica, che nella sublime Prolusione al Corso di Patologia Speciale Medica, letta nel 1845, divin� nella sua grande mente di scienziato le moderne vittorie della Batteriologia, ebbe il grande premio di vedere compiuta l’opera sua nella unificazione della medicina italiana, e ben merit� l’elogio del Bovio, secondo il quale egli � lo scienziato di due generazioni, ed il primo scienziato della nuova Italia.
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