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Associazione Pro Loco Accumoli (RI)

Poesia per Accumoli

Mura antiche
spesse e fortificate
mura di silenzi
lunghi come secoli
che scorrono ignari
sulla pietra corrosa.
L’arenaria
padrona indiscussa
di ogni palazzo
regala alla terra la sabbia del suo passato.

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Fiera di S.Martino 14 Novembre

Sagra Fettuccelle alla Trota 14 Agosto 2010

Festa Patronale 2010

Agostino Cappello

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Pietro Ferradini

Ritorno a Roma da Ancona


Ai pubblici elogi fatti al Cappello dal papa stesso e dalla segreteria di stato si contrappone la loro freddezza nel riceverlo, appena tornato a Roma. La spiegazione può risiedere nel fatto che alla segreteria di stato è chiamato il cardinale Lambruschini, uomo ultraconservatore che non tollera le idee liberali e per 10 anni comanderà lo stato pontificio. Sotto il suo comando aumenterà l’inquisizione, il ruolo della polizia e la censura. E’ di tutta evidenza che il Folchi ha terreno fertile per screditarlo. E i fatti riportati dal Cappello lo dimostrano: l’aver fatto togliere i cordoni sanitari ad Ancona e per mezzo della congregazione di sanità avergli corrisposto un minor compenso rispetto agli altri medici. Di questo fatto ne è testimone il prof. Nicola de Angelis professore di veterinaria nell’Archiginnaio romano il quale, essendo amico del cardinale Gamberini, così scrive al Cappello: “eccellentissimo signor dottore, ho provato propriamente un piacere grande per le belle cose ridettemi dall’emo signor cardinal Gamberini che il Santo Padre ed esso sono contentissimi delle sue operazioni. Io però nel sentir ripetere l’altro ieri verso di lei i suoi grandi elogi gli dissi che a buoni conti aveva lei ricevuta un’indegna mortificazione da questo collegio medico. Il signor cardinale mi rispose “altro che medico di collegio, più grandi onori e generose ricompense avrà il dottor Cappello” ed io me ne rallegro infinitamente…..” Il dispiacere di Cappello e l’umiliazione subita racconta: “….questo accennato oltraggio, che ognuno riputava che sarebbe in altri modi riparato dopo le tante promesse, oltre quei larghi emolumenti più volte superiormente discorsi. Ma il riparo fu un perfetto obblio ed il più indegno che possa mai imaginarsi…..” Si accorge dell’odio che nutre per lui il Folchi “” l’odio era essenzialmente derivato, dacchè oneste persone e qualche medico giornale, nel prodigarmi elogi avevano altamente biasimato il di lui rifiuto di portarsi inAncona al comando del papa, il quale si diceva per certo nella stessa corte che lo avrebbe esemplarmente punito. Avvenuto peì soliti raggiri totalmente l’opposto, dopo pochi dì della mia gita in quella città era tornato in pieno favore del governo.la prima sua operazione fu quella di consigliare la sospensione dei regolamente sanitari con tanto detrimento della città di Ancona…” Ma sentiamo di nuovo il Cappello:” un altro volume ancora potrei io formare se tutte le lettere e suppliche a me dirette in quest’epoca da medici e da impiegati rendessi di pubblico dritto. Questi signori, taluni de’ quali meritevoli di onorevoli rimunerazioni, credevano che una mia parola, una mia commendatizia al governo pontificio fosse per esso un sagro dovere di soddisfare ai loro voti. Propenso io a fare il più possibilmente del bene, procurai dal canto mio di praticare i dovuti offici a prò loro: e con pacato animo tacqui ad essi la freddezza e l’ingratitudine del governo in quella circostanza verso di me tenuta, e ciò che è peggio incessantemente continuata….” Al card. Gamberini (penso il solo cardinale che lo sostiene ma non ha il necessario potere) il Cappello gli comunica che si vuole dimettere dalla congregazione di sanità ma il cardinale : “mi pregò caldamente di restare:altrimenti avrei dato il più gran piacere ai miei pochi malevoli; d’altronte esso nutriva sicura fidanza che il papa avrebbe onorevolmente retribuite le miei fatiche non ostante la invidia e gli intrighi di ogni sorta contro di me per opera di qualche influente mio avversario. Io risposi che non avevo mai recato male ad alcuno; e solo qualche volta avevo dovuto difendermi per mantener salda la mia fama e l’onor mio”. La commissione d’incolumità istituita a Roma, chiamò il Cappello a farne parte ma rinunciò su consiglio del card. Gamberini. Il principe Odescalchi, membro di questa commissione e anche presidente dell’accademia dei Lincei riferì al Cappello che il prof. Folchi ed i suoi amici congiuravano contro di lui: “nessuna fu quindi la sorpresa mia, allorché quest’illustre principe dopo pochi giorni di quel colloquio mi disse, che con moltissimo suo stupore osservava, che con ogni medico studio si cercava non solo per Roma, ma eziandio presso la Commissione d’incolumità di mettere in discredito me e l’onorate fatiche mie: crebbero le sue maraviglie quando seppe che poco dopo il mio ritorno di Ancona, il signor professor Folchi in casa del signor principe di Roviano, ove si teneva una sanitaria sessione per il pubblico mattatojo, si vantò meco che egli ed i suoi amici e colleghi avevano congiurato e congiuravano a danno mio: alle quali parole avevo io risposto col massimo spregio”.

 

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