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Associazione Pro Loco Accumoli (RI)

Poesia per Accumoli

Mura antiche
spesse e fortificate
mura di silenzi
lunghi come secoli
che scorrono ignari
sulla pietra corrosa.
L’arenaria
padrona indiscussa
di ogni palazzo
regala alla terra la sabbia del suo passato.

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Agostino Cappello

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Pietro Ferradini

Medico a Roma

Nel 1822 si trasferisce a Roma. Qui viene accolto molto bene dai più noti medici romani ed in particolare dal prof. Morichini che  lo introduce nel circolo da lui diretto chiamato “la società dei babbioni”, dove si ritrovano le  migliori  menti della Capitale e dell’Università aperta anche agli stranieri e dove si parlava di scienza, letteratura, medicina e con divieto di parlare di politica e religione. Si riunivano da mezzanotte alle due in un bar a piazza di Spagna.
A maggio 1822 si doveva tenere il pubblico concorso per una cattedra medica all’università di Roma. La sventura di nuovo lo colpisce . Per una promessa data ad un suo cliente di visitare la figlia a Tivoli, ai primi di maggio parte per la cittadina su un cavallo. Benché provetto cavaliere cade e subisce una forte commozione cerebrale  che lo tiene a casa per diversi mesi. Così non potè partecipare al concorso per la cattedra medica.
Nello stesso anno il Cappello si reca a Narni su invito del prof. Morichini a cui era stato chiesto un aiuto dal magistrato di quella città per un’epidemia sconosciuta ai medici locali. Individua la fonte del male: una palude formata dal fiume Nera che provoca febbri e diverse morti. Per i notevoli risultati conseguiti gli abitanti gli offrono grandi ricompense perché lui resti ma il Cappello rifiuta dicendo che una volta conosciute queste febbri tutti le possono curare con china.  In quei giorni Leone XII viene eletto papa e si reca a Spoleto insieme alla delegazione di Narni per omaggiare la contessa Mongalli, sorella del papa.
Questo papa, grande cinofilo, conosce già il Cappello per aver letto il suo lavoro sull’idrofobia. Lo chiama per curare la sorella a Spoleto gravemente ammalata e diventa poi il suo medico personale per un anno e come dice lui stesso “ma dopo un anno fui ringraziato ed obliato. Cotesta fugace aura di fortuna aveva eccitata qualche invidia…..in Roma erasi meravigliati come un Leone XII consultasse un medico, cui per massime liberali ed irreligiose si era tolta la condotta medica di Tivoli.”
Il significato di queste parole gli diventerà chiaro per il fatto che nel 1827 si verifica. Dal 26 al 29 il Cappello soffre per la ripresa del contagio di carbonchio che gli procura un tumore lombare e in mezzo a queste sofferenze enormi che lo costringono spesso a stare a letto, si presenta a casa sua l’uomo che è stato il responsabile del suo allontanamento da Tivoli. E’ mons. Ferretti, diventato vescovo di Rieti e il Cappello così lo descrive “nel 1823 si era conosciuto per caso il principale attore della indegna persecuzione del 1821. Egli nel 1827 si portò in mia casa trovandomi in un deplorabile stato; e con umiltà senza pari, in presenza de’ miei figli e di una serva abbracciandomi, mi domandò perdono. Io risposi di aver perdonato a tutti ma gl’irreparabili danni…. Non solo non furono mai più risarciti, ma le più onorate e le più pericolose mie fatiche eziandio, sono state presso che sempre contraccambiate con un sopruso sopra l’altro…” Il Ferretti si dice pronto a fare qualunque cosa per ripagare il male fatto (cosa che non farà mai, anzi si comporterà nel più ingrato dei modi quando giungerà al potere). Il Cappello gli chiede  un documento di questa sua testimonianza e il Ferretti probabilmente credendolo ancora nelle grazie del Papa lo scrive : “portatomi io qui sottoscritto in Tivoli per adempiervi il ministero delle sante missioni nel maggio 1821, qualche persona mi pinse il signor dott Cappello ivi medico senza religione e carbonaro. Compiuto il sagro ministero e tornato io inRoma, mi portai ai piedi della S.M. del sommo pontefice Pio VII ragguagliandolo che mercè il divino ajuto erasi ottenuto salutevole frutto in quella popolazione ad eccezione del dott. Cappello. Sua Santità mostrassi inteso di qualche cosa, convincersene ora poi dalla mia relazione. Dopo un anno circa m’incontrai per viaggio con un  signore di Tivoli e fra i varj discorsi gli ricordai il favore da me procurato alla loro città colla rimozione di quel medico. Questo signore riscaldassi fortemente, dicendo averne anzi la città provato grandissimo rammarico e non poco danno; ed io essere stato ingannato dagli occulti nemici del povero dottore, vittima del suo carattere franco e sincero, ma più per l’amore verso dei poveri, e per lo zelo eccessivo nell’esercizio della sua professione. Da questa cagione, aggiungeva, essere derivato che il Cappello stava realmente malato in letto per sezioni fatte in cavalli morti di carbone maligno, producendo a lui che ne sezionò i cadaveri, un’eruzione nerastra che in quest’anno gli aveva attaccate l’estremità inferiori, obbligandolo di guardare il letto non già nei dì delle missioni solamente, ma ancora tre mesi avanti e circa due mesi dopo le dette missioni. Io restai tuttavia nella mia opinione. In occasione però che vociferassi che potessi essere elevato al sublime onore della dignità episcopale nella città di Tivoli (come avvenne, ma in questa di Rieti), mostrassi quella città dispiacente di tale elezione, appunto perché erasi ivi addossato a maggior mio carico la perdita da loro fatta del signor dottor Cappello. Ciò fecemi molta impressione, laonde per sincerarmi con fondamento di questo affare mi diressi a degne persone ed ottimi ecclesiastici che per onore della verità ed a somma gloria di Dio mi fecero comprendere, che private vendette suscitarono la persecuzione nel Cappello amato da tutta la città. Né avendolo potuto attaccare i suoi nemici alla scoperta, profittaronsi con ipocrisia delle cose le più sacrosante per screditarlo e se fosse stato anche possibile rovinarlo. Divenuto io vescovo di questa città, prima di partire da Roma credetti di esercitare un atto di vero cristiano col portarmi in casa, onde mostrargli, come feci, di essermi io totalmente ricreduto, e prontissimo a fare qualunque passo a di lui favore. In fede di che ho sottoscritto la presente di mio proprio pugno, e munita del mio sigillo. Rieti questo dì 14 febbrajo 1828. Gabriele vescovo di Rieti”.
I rapporti con il papa riprenderanno allorché il prof. Morichini gli farà pervenire la confessione scritta riabilitando così il suo amico. Il papa lo chiama a far parte della istituenda Commissione dei Dotti per promuovere nello Stato, le scienze, le arti, le manifatture.
In questo periodo c’è un fatto interessante: due celebri chirurghi si recano dal Cappello invitandolo a dare un responso scritto su una malattia senza specificare nome, luogo ecc dell’infermo. La diagnosi che fa il Cappello si rivela esatta ed era riferita ad un nipote del papa che di li a poco morirà. Di nuovo Il papa lo incarica di visitarlo ogni 15 giorni. La sua malattia incide sulle condizioni economiche ed il Cappello è sempre più preoccupato per il futuro dei suoi due figli. Per rimediare a tale infelice situazione, scrive una lettera al papa richiedendo una cattedra medica all’università. Il papa è favorevole a questa richiesta ma gli dice di aspettare in attesa che si liberi un posto.
Ma entro pochi mesi il papa muore.
Tra il 1829 e il 1831 cambiano 3 papi (Leone XII muore il 10.2.1829, Pio VIII muore il 30 novembre 1830, e Gregorio XVI viene eletto il 2 febbraio del 31). E’ un punto estremamente importante e significativo per il Cappello, in quanto cambiano anche le persone di riferimento e gli incarichi nel governo pontificio, e questo comporta anche che quanto promesso dall’uno venga disatteso dall’altro e puntualmente questo si verifica. Già Pio VIII al quale si era rivolto per la cattedra, s’impegna e fa pervenire alla Segreteria di Stato un ordine in tal senso.
In questo periodo si trova al centro di una spaventosa macchinazione mediatica (esisteva anche a quel tempo). Clemente Folchi, architetto del consiglio d’arte pontificio, si appropria del progetto fatto dal Cappello per deviare il fiume Aniene. Il fatto merita di essere conosciuto nella sua interezza.

 

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