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Associazione Pro Loco Accumoli (RI)

Poesia per Accumoli

Mura antiche
spesse e fortificate
mura di silenzi
lunghi come secoli
che scorrono ignari
sulla pietra corrosa.
L’arenaria
padrona indiscussa
di ogni palazzo
regala alla terra la sabbia del suo passato.

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Agostino Cappello

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Pietro Ferradini

Comparsa del colera in Italia


Si � gi� detto che per il contagio preso, dal 1826 al 1830 dovette stare quasi sempre al letto. Il nipote Ottavio racconta che molte delle sue opere le ha scritte a letto e le faceva leggere ai Lincei perch� non si poteva muovere. Cos� fu per “Discorso sopra un nuovo geologico fenomeno sopra il Gran Sasso d’Italia� letto nel 28 e “Necessit� d’istituire una scuola di censura medica in ogni università” letto nel 29. Con quest’opera il Cappello vuole ricondurre i giovani medici alle vere basi della medicina: esperienza ed osservazione. Questo lavoro fu molto apprezzato negli ambienti scientifici e al congresso dei medici italiani riunito a Genova fu organizzata una struttura che in ogni stato doveva far fronte alle malattie popolari e il Cappello viene indicato quale presidente della commissione permanente per i morbi popolari dello stato pontificio. E� in questo periodo che inizia a scrivere la “storia di Accumoli� e Carlo Troya suo amico e grande storico napoletano gli scrive complimentandosi annoverandolo tra i soci della societ� storica napoletana. Nel 1835 il colera fa la sua comparsa in Piemonte. Sempre nel 35 il Cappello viene indicato come membro della Congregazione speciale di sanit� (che era il ministero della sanit�, diretto dal card. Gamberini, segretario di stato agli affari interni). Per questa nomina ci sono delle opposizioni da parte della polizia che lo vede come liberale ma viene nominato perch� come gli disse il card. Gamberini “ci liberi dal colera� e il Cappello: “le quali parole aveva io la prima volta alcun mese prima udite dal signor cardinale Lambruschini innanzi che salisse alla cima del potere…”. Il Cappello confessa: � sebbene io non potessi mai idearmi che tantoltre giungesse l’indegna ingratitudine e vituperio de� supremi governanti; che anzi ne dovessi attendere onorevoli premiazioni siccome essi stessi ripetevano di sovente: tuttavia per nulla era da me desiderato l’onore compartitomi non tanto perch� non vi fosse emolumento di sorta, ma remissione di borsa, quanto perch� era io ben memore delle mie sventure in Tivoli superiormente narrate�.�. Viene approvato per lo Stato pontificio il regolamento sanitario e amministrativo, da lui redatto, per circoscrivere e debellare l’epidemia. Nel nord Italia, frattanto, arriva il colera; nel regno lombardo veneto per l’ostruzionismo dei medici e magistrati municipali vengono trascurate le discipline sanitarie mentre a Roma si attuano i cordoni sanitari che non piacquono al principe di Metternich il quale scrive al Papa perch� vengano soppresi. Il 9 settembre 1935 il papa ordina l’abolizione dei cordoni sanitari e il dicastero sanitario riunito in consiglio sent� la voce del Cappello che si alz� e disse: “Emo signore io la prego di supplicare Sua Santit� di tormi da questo seggio, giacch� occupandolo, nell’abolizione del mezzo il pi� sicuro per tener lontano il flagello del cholera mi renderei indegno a Dio, agli uomini, ed alla stessa Santit� Sua.� Su queste parole i membri votano contro la decisione del papa che � costretto a ritornare sulle sue decisioni. Ma i problemi non finiscono. Una truppa austriaca si muove verso Ferrara per rimpiazzare la vecchia guarnigione. Riunita la commissione viene deciso contro il voto del Cappello che la guarnigione prima di fermarsi a Ferrara, deve sostare in un luogo sano per dieci d�. Nuovamente il Cappello scrive al card. Gamberini esponendogli le ragioni per le quali � necessario fermare la truppa e se si deve dare il cambio alla guarnigione, le truppe possono anche arrivare da un territorio completamente sano. E cos� fu. In quest’occasione tutti i consigli del Cappello furono accettati; si proibirono le fiere nelle province limitrofe ma non fu possibile fermare la fiera di Sinigaglia per l’opposizione forte del gonfaloniere, del vescovo e dei notabili della citt�. Il Papa ordin� che la Congregazione di sanit� si occupasse della questione. La Congregazione si riunisce urgentemente, il Cappello non partecipa perch� malato ma invia una lettera che viene letta nella quale afferma che per i numerosi motivi gi� esposti la congregazione di sanit� si assumerebbe una gravissima e pericolosa responsabilit�. Si conferma nuovamente il divieto della fiera. Ma il vescovo di Senigallia spinto dai notabili non demorde; viene a Roma e insieme al card. Pacca si recano dal Papa, il quale crea una commissione di cardinali perch� esaminino la questione. I cardinali riunitisi dicono che non � di loro pertinenza e di nuovo torna alla Congregazione di sanit� che nel confermare il divieto per Senigallia d� il consenso (eccetto il Cappello) per la fiera di Ancona:� ma per la fiera di Sinigaglia trasportato il male in Ancona, confermassi pienamente il triste presagio da me indarno dimostrato nella sessione superiormente citata del d� 15 giugno. Entro quindi in una lacrimevole istoria che mi ricorda indicibili patimenti, replicati pericoli di vita e disgusti acerbissimi non meno dal lato del morbo che da taluni abitanti di Ancona e per malvagit� di qualche professore romano e de� governanti medesimi: malvagit� che mi ha straziato e mi strazia tuttora�.�

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